ALLE RADICI DEL VINO: TRA I VIGNETI ALLA SASSELLA
Con pochi passi, dal pieno centro di Sondrio, si può avere un'evidente prova di cosa significhi l'unicità della viticoltura di Valtellina, cpace di rendere altrettanto unici i suoi Vini.
La stagione primaverile è più che invitante, ma la breve passeggiata che suggeriamo è godibile anche nelle soleggiate giornate invenali. Proponiamo, infatti, una delle tradizionali camminate dei Sondriesi, in antichità via transito attraverso la parte mediana della Valle, da sempre incastonata nei monumentali vigneti terrazzati della Alpi Retiche.
Dal centro di Sondrio occorre muoversi verso ovest, attraversando il torrente Mallero prendendo poi via De Simoni sino all'incrocio con via Bassi. Imboccando quest'ultima, ci si ritrova al cospetto della prima delle due Cappelle ancora oggi consacrate e superstiti delle numerose che, raffiguranti i Misteri del Rosario, guidavano il cammino sino alla Sassella ed al suo Santuario della Beata Vergine Annunciata. Da qui si attraversano nel giro di 300 metri largo Stella e la provinciale per la Valmalenco, per imboccare la via Valeriana. Qui le costruzioni condominiali lasciano spazio a villette di minor imponenza ed il fronte montano terrazzato comincia a dominare maestosamente il cammino. Superato lo stadio di Sondrio, si prosegua per altri 300 metri seguendo la salita per la località Triasso, salvo deviare verso montagna all'altezza del primo tornante, imboccando il sentiero segnalato.
Ecco che ci si ritrova proiettati in una nuova prospettiva. Sotto e sopra il sentiero si notano subito tutti i lembi di terra rubati alla roccia e coltivati a vite, ove attecchisce il rinomato Nebbiolo (o "Chiavennasca") valtellinese. Pietre ottenute spaccando la roccia contengono terra di riporto del fondovalle, oggi come ieri frutto di un lavoro fatto a mani nude, a forza di braccia, spalle e gambe. Su questa roccia è un proliferare di piante grasse, impensabili da trovare così numerose in un'area alpina, ma testimonianza del clima mite (ed al limite del torrido nei mesi estivi) del fronte soleggiato tutto l'anno, ideale quindi per preservare le piantagioni da eccessive rigidità, ma anche fonte primaria della "possenza" dei Vini qui prodotti.
Nei successivi 15 minuti di cammino, sarà un alternarsi di geometrie con cui l'uomo ha aggrappato la vite ed i terrazzamenti alla roccia, sino a giungere alla seconda Cappella consacrata (contenente dodici staute lignee - G.B. Zotti, sec. XVIII - raffiguranti la "Discesa dello Spirito Santo sulla Vergine e sugli Apostoli") che precede di 300m circa la frazione che d dona il nome al Santuario e ad una delle più conosciute sottozone DOCG Valtellina Superiore, che si estende per 130 ettari tra il Comune di Castione Andevenno e la zona ovest di Sondrio.
Come sarà facilmente intuibile, il nome "Sassella" deriva dall'estrema asprezza del paesaggio, tanto è vero che anche le abitazioni ed il Santuario del sec. XV sono esse stesse edificate su speroni di roccia. Il vino qui ottenuto rispecchia questo carattere già nel suo colore rosso rubino tendente al granata, dal profumo intenso che si esalta con l’invecchiamento. Armonico e secco al gusto, leggermente tannico, viene affinato per almeno 24 mesi e con gradazione alcolica minima del 12%. Ecco che questo cammino di un'ora circa, poco impegnativo, potrà arricchire con esprienze e sensazioni ogni futuro sorso di Sassella DOCG che, come tutti i Vini Valtellina, sono speciali ancor prima di giungere al bicchiere.
Sulla via del ritorno suggriamo una piccola deviazione su viale dello Stadio, presso l'enoteca de 'il Saraceno', dove può essere possibile degustare e acquistare il Sassella DOCG con altri vini e prodotti valtellinesi (chiuso la domenica).
Ultimo aggiornamento (Giovedì 13 Maggio 2010 14:38)




